L'AVVINCENTE STORIA di Sylvester Stallone

Aggiornato il: apr 5

Leggendo, mi sono imbattuto nell'incredibile storia di Sylvester Stallone e mi ha colpito la sua grande tenacia e la forza di volontà che lo hanno portato al successo, anche a discapito di qualche sicurezza. Ha creduto nella sua ispirazione, ha seguito il cuore e con grande coraggio non si è fatto sopraffare dai bisogni e dalle difficoltà del momento!

Con piacere vi ho fatto un riassunto di questa storia molto avvincente da leggere in un fiato:

Sylvester Stallone era un aspirante attore squattrinato e con scarsissime prospettive davanti ma voleva con tutto se stesso diventare una star famosa. Le cose non gli andavano affatto bene: la sua automobile da quaranta dollari si era rotta e non aveva neanche i soldi per farla aggiustare. La situazione economica era talmente misera che per continuare a campare era stato addirittura costretto a vendere ciò che più amava al mondo, il suo cane.

Sylvester continuava comunque con perseveranza a presentarsi a ogni casting dove immancabilmente si sentiva dire che le sue possibilità di diventare attore erano davvero scarse, considerata la sua bruttissima voce e la sua faccia da pugile suonato.


Nel marzo del 1975 assistette a un incontro di pugilato tra il famoso Muhammad Alì e Chuck Wepner. Quella sera accadde qualcosa di incredibile: il grande campione venne messo al tappeto da un atleta su cui nessuno avrebbe mai puntato un dollaro.

Quando Sylvester Stallone vide la scena ebbe un flash: quello sconosciuto sarebbe passato alla storia non per le sue capacità di pugile ma per essere stato in grado di mettere al tappeto la più grande macchina da combattimento mai esistita. In quel preciso momento nacque l'idea del personaggio di Rocky Balboa.

Al termine dell'incontro Stallone corse a casa e per tre giorni e tre notti consecutive, come in preda ad un raptus, scrisse il copione del celebre film, riempiendosi di pastiglie di caffeina per stare sveglio.


Alcuni giorni dopo Stallone si presentò all'ennesimo provino: non venne scelto, ma mentre usciva si rivolse ai due produttori, Robert Chartoff e Irwin Winkler, dicendo loro che stava scrivendo qualcosa sul pugilato e chiede se erano interessati a dargli un'occhiata.

<< Perché no? Portacelo! >> Fu la risposta. << Ogni tanto mi fermo a pensare cosa sarebbe stato di me se quel giorno sulla soglia dello studio non avessi aggiunto quelle ultime parole >> dichiara oggi Sylvester.

I due produttori furono entusiasti della storia e offrirono a Stallone venticinquemila dollari che, visto le sue condizioni economiche, rappresentavano tanti, tanti soldi. Lui era pronto ad accettare subito, ma la trattativa si arenò non appena espresse la ferma intenzione di voler essere il protagonista del film.


I due produttori gli risero letteralmente in faccia: << scordatelo! Non sei un attore, non ne possiedi le abilità, non puoi recitare da protagonista! >>. I due produttori credevano nel soggetto e aumentarono l'offerta che sali a 100.000 dollari, purché accettasse di non recitare nel film! 150.000 dollari, 200.000 dollari, 275.000 dollari.

Più la posta in gioco era alta, più era difficile continuare a dire di no. Più tardi Stallone disse: << sentivo nel mio cuore che era la cosa giusta da fare. Sapevo con sicurezza che se quel film avesse avuto successo senza di me, non me lo sarei mai perdonato e avrei finito col suicidarmi! >>.

Stallone continuò a rifiutare fino a quando Chartoff e Winkler cedettero e gli diedero l'opportunità di recitare offrendogli i venticinquemila dollari iniziali è un budget ridotto per la produzione del film.

La prima cosa che fece Sylvester, appena ebbe ottenuto ciò che voleva, fu di andare dalla persona alla quale aveva venduto il suo cane per ricomprarlo.


Quando nel febbraio del 1977 ricevette nelle sue mani il premio Oscar per il miglior film dell'anno ripensò con soddisfazione a tutti quelli che gli avevano detto che non ce l'avrebbe mai fatta a tutte le difficoltà che aveva dovuto affrontare e a tutti i "no" che si era sentito dire.


Il resto della storia la conoscete...

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